La pancia gonfia dopo i pasti

Pubblicato: luglio 15, 2013 in Salute

Immaginiamo di avere di fronte due amiche. Entrambe seguono una dieta varia, che prevede ogni giorno il consumo di carboidrati, proteine e grassi. La prima, però, soffre di un fastidioso e antiestetico gonfiore addominale, mentre la seconda sfoggia un ventre piatto e tonico. Come mai? A fare la differenza è evidentemente la digestione: in un caso la trasformazione del cibo in sostanze assimilabili avviene in modo effiace, nell’altro, purtroppo, ci troviamo di fronte ad un problema di malassorbimento che causa pesantezza, acidità di stomaco e fermentazione del cibo ingerito con conseguente formazione di gas intestinali. E la pancia si gonfia come un palloncino.

La causa di questi problemi è quasi sempre associata ad una errata combinazione degli alimenti. I tre principi nutritivi che compongono l’alimentazione umana, infatti, vengono digeriti in maniera differente, a cominciare dalla sede: i carboidrati vengono scomposti nella bocca, nello stomaco e nell’intestino tenue; le proteine nello stomaco e nell’intestino tenue, i lipidi o grassi solo nell’intestino tenue.

Anche gli enzimi che consentono la digestione dei tre gruppi nutritivi sono diversi: per i carboidrati si tratta di quelli contenuti nella saliva, come la ptialina. Le proteine, invece, vengono disgregate dall’acido cloridrico e dalla pepsina, mentre l’assimilazione dei grassi avviene per azione dei succhi pancreatici.

Come appare evidente, ci troviamo di fronte a tre differenti stimoli digestivi. Dal momento che la maggior parte degli alimenti è costituita da una combinazione dei tre nutrienti, il nostro organismo è perfettamente in grado di mettere in atto le tre azioni contemporaneamente.
Tuttavia, se questa capacità viene sfruttata eccessivamente, alla fine il meccanismo va in tilt. Questo accade quando si verificano abbinamenti alimentari particolarmente contrastanti. Viceversa, combinando oculatamente i cibi si ottiene un miglioramento di digestione e assorbimento che si traduce rapidamente in una riduzione del girovita. Il primo a teorizzare questo importante paradigma fu Herbert Sheldon, autore di The science and fine art of food and nutrition, che dopo lunghi studi sulla digestione arrivò a schematizzare le combinazioni alimentari secondo queste cinque regole:

Non combinare mai tipi diversi di proteine (per esempio latte e carne, uova e formaggio, pesce e legumi…)
Non combinare i carboidrati con la carne
Non combinare zuccheri semplici e complessi (per esempio pasta e frutta)
Evitare il più possibile l’associazione di diverse fonti di carboidrati
Evitare le bevande acide durante i pasti

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